Archive for the pensieri Category

8 Marzo-Festa della donna-

Posted in pensieri on March 7, 2008 by Filippo

Le ragazze sono come le mele sugli alberi.

Le migliori sono sulla cima dell’albero.

Gli uomini non vogliono arrivare alle migliori, perché

hanno paura di cadere e ferirsi.

In cambio, prendono le mele marce che sono cadute

a terra, e che, pur non essendo così buone,

sono facili da raggiungere.

Perciò le mele che stanno sulla cima dell’albero, pensano

che qualcosa non vada in loro, mentre in realtà

“Esse sono grandiose”. Semplicemente devono essere

pazienti e aspettare che l’uomo giusto arrivi, colui che sia

cosi coraggioso da arrampicarsi fino alla cima

dell’albero per esse.

Non dobbiamo cadere per essere raggiunte, chi avrà

bisogno di noi e ci ama farà

di TUTTO per raggiungerci.

La donna uscì dalla costola dell’uomo, non dai piedi per

essere calpestata, ne dalla testa per essere superiore.

Ma dal lato per essere uguale, sotto il braccio per essere

protetta, e accanto al cuore per essere amata.

Mandalo alle ragazze eccezionali che conosci e non

dimenticarti di mandarlo anche agli uomini perché

sappiano quanto vale una donna!

“La terra ha musica per coloro che ascoltano”

William Shakespeare

NO VOTO!!!!

Posted in menate, pensieri with tags on March 4, 2008 by Filippo

Come sabotare legalmente le elezioni.

Ne aveva già parlato in un post precedente , adesso ho informazioni più dettagliate, rilevate da questa autorevole fonte . E’ importante sapere che se votate scheda bianca o nulla perchè non vi sentite rappresentati da
nessun partito, in realtà, favorirete il partito con più voti.

Infatti (vedere REGOLAMENTI PER IL CALCOLO DEL PREMIO DI MAGGIORANZA) anche i voti bianchi o nulli entrano nel calcolo del premio di maggioranza, favorendo chi ha preso più voti.

ESISTE UN’ARMA LEGALE CONTRO QUESTA LEGGE INDECENTE E ANTIDEMOCRATICA!

Di seguito i riferimenti legali. Tutto si basa su un uso “puntiglioso” della legge:

Testo Unico delle Leggi Elettorali D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 – Art. 104 – Par. 5

5) Il segretario dell’Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o
di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a
tre anni e con la multa sino a lire 4.000.000.

Illustro nei dettagli il sistema da usare:

1) ANDARE A VOTARE, PRESENTARSI CON I DOCUMENTI + TESSERA ELETTORALE E FARSI VIDIMARE LA SCHEDA
2) ESERCITARE IL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA (DOPO VIDIMATA),
dicendo: “Rifiuto la scheda per protesta, e chiedo che sia verbalizzato”

3) PRETENDERE CHE VENGA VERBALIZZATO IL RIFIUTO DELLA SCHEDA
4) ESERCITARE IL PROPRIO DIRITTO METTERE A VERBALE UN COMMENTO CHE
GIUSTIFICHI IL RIFIUTO (ad esempio “Nessuno dei politici inseriti nelle
liste mi rappresenta”)

COSI FACENDO NON VOTERETE, ED EVITERETE CHE IL VOTO NULLO O BIANCO SIA CONTEGGIATO COME QUOTA PREMIO PER IL PARTITO CON PIU’ VOTI.

Diffondere questo post credo sia “cosa buona e giusta”.

Obsoleti

Posted in menate, pensieri on December 27, 2007 by Filippo

I numeri dell’Italia
- 0% crescita della popolazione
- 42,5 età media, 38,5 in Inghilterra
- un italiano su 5 ha più di 65 anni
- 1,29 bambini nati per ogni donna. 2,1 è il numero necessario per mantenere il livello di popolazione attuale
- 120 giorni persi ogni anno per scioperi per 1.000 lavoratori dal 2001 al 2005, confrontato con 26 giorni in Inghilterra
- 20esima posizione nell’Human Development Index, l’indice delle Nazioni Unite che misura fattori come l’educazione, la salute, l’attesa di vita, quattro posti sotto l’Inghilterra e sette sotto la Spagna. L’Italia ha perso tre posizioni nell’ultimo anno
- 7% tasso di disoccupazione, più alto di 76 nazioni, tra cui Romania, Nigeria, Cambogia e Ucraina
- 106% debito pubblico in relazione al prodotto interno lordo, il sesto più alto nel mondo, più alto che quello dello Zimbabwe
Fonti: UN, CIA, National StatisticsRichard Owen

La crisi della politica(dal blog di grillo)

Posted in menate, pensieri on May 31, 2007 by Filippo

Oliviero Beha ha scritto un libro: Italiopoli, io gli ho scritto la prefazione. E’ un riassunto, forse l’epilogo di un’Italia con il buco dentro. Non ce la facciamo più, lo sappiamo. Se l’autoriforma del sistema è impossibile, la rivoluzione non è attuabile, invochiamo uno tsunami.

“L’Italia è una nazione con il buco dentro. Un vuoto che accompagna l’italiano dalla culla alla bara. Non se ne accorge neppure più. E sprofonda, sprofonda. Quando va all’estero non trova inceneritori, traffico, sporcizia, maleducazione, burocrazia, pregiudicati in Parlamento, impunità, tariffe dei servizi pubblici da strozzini. Non trova neppure Tronchetti Provera, Geronzi, Berlusconi e Andreotti. E questo lo fa stare meglio. Cambiato. Ma al rientro gli bastano cinque minuti per adeguarsi e diventare il solito italiano di merda. Si può dire merda? Non è vilipendio della nazionalità, ma una questione di sopravvivenza.
Se l’italiano onesto, soprattutto quello onesto, non fa come gli altri è tagliato fuori. E se protesta può finire male, denunciato, minacciato, querelato, in galera. Qualche volta sparato o gettato da un cavalcavia. In Italia l’economia è un concetto romantico, tramontato. Sostituita dalla finanza, dai debiti, dai Ricucci, dai Coppola, dai Fiorani, dai Consorte, dai Fazio. La lista è interminabile, sfiancante, come quella dei truffati dai tango bond, dai Parmalat bond o con titoli Telecom di carta straccia.
Intorno al buco c’è un altro buco: le concessioni. Acqua, etere, riscaldamento, elettricità, strade regalate agli amici degli amici. Regalate, perchè se un privato bussa alle porte dello Stato e compra senza soldi, indebitando l’azienda, si può parlare solo di regalo. I politici hanno regalato, regalano, i nostri bisogni primari, la nostra vita, a imprenditori con le pezze al culo in cambio di simpatia, connivenza, finanziamenti.
L’Italia è sfiancata, rabbiosa. Il Parlamento è più squalificato di Scampia. Le nuove generazioni la pensione non l’avranno. E neppure il posto di lavoro. Hanno lo schiavismo a norma di legge Biagi. Il rischio di impresa sulle spalle dei ragazzini, non dell’imprenditore. Che meraviglioso Paese.
Una domanda bisogna però farsela. Se non si produce ricchezza. Se la pubblica amministrazione ha quattro milioni di persone, pari alla popolazione dell’Irlanda. Se il nostro debito pubblico è tra i più alti del mondo e se, quando attraversiamo sulle strisce, veniamo investiti, come è possibile tirare avanti? Forse siamo dentro a un sogno e ci sveglieremo in Argentina. O forse sono le rimesse mafiose a tenere in piedi il Paese. Le rimesse delle Mafie che hanno attuato la secessione di fatto in Sicilia, in Calabria, in Campania sono la nostra ultima risorsa. Se questo è vero bisogna incoraggiare la criminalità organizzata. Tagliare i fondi ai tribunali, alla Giustizia. Nominare alla Commissione Antimafia dei pregiudicati come Pomicino e Vito. Proprio quello che sta facendo il Governo. Gli italiani hanno voltato pagina con le elezioni. E si sono trovati Mastella alla Giustizia, il conflitto di interessi, la legge parlamentare, l’ex Cirielli, la Pecorella, l’indulto. Il copione è sempre lo stesso e gli italiani anche.”

Chinatown a Milano(dal blog di Grillo)

Posted in menate, pensieri on April 17, 2007 by Filippo

La bandiera della Repubblica Popolare Cinese è stata issata su Milano, sventolata dai balconi. La stella a cinque punte su sfondo rosso ha brillato durante una calda giornata di primavera. E’ la vittoria della più importante Chinatown di Europa contro i vigili e la loro volontà di fare le multe. Le forze antisommossa sono intervenute, ma sono state respinte, 14 sono finiti all’ospedale. Alcune auto sono state ribaltate. Anche i cinesi le hanno prese e cinque sono stati ricoverati.
Sembra che tutto sia nato dallo zelo di una vigilessa e dalla reazione della comunità cinese. Ma una multa non può scatenare una rivolta. La diversità, la mancata integrazione e le tensioni che durano da anni sì. Via Paolo Sarpi e dintorni sono un ghetto, o meglio un autoghetto. E’ come essere a Pechino, forse meglio. I negozi italiani scompaiono, i vecchi residenti se ne vanno. E’ un’enclave.
I ghetti, ce lo insegna la Storia, portano male a chi li abita. Sono centri di solidarietà culturale e etnica. Ma sono isolati, circondati dal mare dei diversi.
Mi hanno colpito le tante bandiere cinesi, l’orgoglio di chi le portava. E mi sono chiesto quale significato hanno. Una volta chi arrivava a Milano voleva subito farsi adottare e diventare milanes. Oggi si porta la bandiera da casa.
I ghetti sono pericolosi per chi ci vive, odiati da chi li circonda. L’integrazione è l’obiettivo che abbiamo per chi arriva nel nostro Paese? E allora integriamoli e proibiamo i ghetti. In un quartiere non deve poter vivere più di una certa percentuale di nordafricani, di cinesi, di filippini, insieme agli italiani. Lo stesso nelle scuole. E chi arriva deve volersi integrare, imparare la nostra lingua, sventolare la nostra bandiera. O andarsene. L’Italia non ha mai avuto guerre di religione e guerre etniche. Andarsele a cercare è da temerari e anche un po’ da idioti.

Bill Gates limita l’uso del cpu ai figli

Posted in menate, pensieri on March 30, 2007 by Filippo

Durante la presentazione di unsistema operativo che consente il controllo dei siti Internet visitati dai ragazzi,Bill Gates ha fatto una sorprendente dichiarazione.Il capo di Microsoft ha fissato dei limiti ai figli di otto e dieci anni:non piu’ di 45 min. al giorno davanti al computer.Proprio lui?

Lesempio e’ ottimo,anche se tardivo:nel frattempo il 66% degli adolescenti gia’ navigano x circa 2 ore al giorno.Non c’e’ bisogno della pedagogia di padri miliardari x scoprire i guasti che provoca fra i giovanissimi l’eccessiva esposizione al videogiocoe alle esperienze di internet.Si sta creando una dipendenza di massa.

Pediatri e psicologi dell’eta’ evolutiva fanno a gara nell’illustrare i danni della virtualita’e le rigidita’ procedurali della macchina elettronica che riduce la fantasia e omologa al ribasso gli stili personali e le vocazioni espressive.

Uno spazio di allarme rivendicano gli oculisti,un altro i medici internisti,c’e’ la sedentarieta’ con annessa tendenza a diventare obesi e c’e’ la scoliosi.

Io credo cmq che il punto centrale non risieda nell’auspicato contingentamento del tempo,ma nella capacita’ adulta di prospettare ai giovani forme alternative di svago.Sta invece avvenendo il contrario:i genitori distratti non si sono accorti che negli ultimi mesi molti loro figli stanno allontanandosi dall’amato cellulare x trasferire le chiacchere con i coetanei su internet grazie a msn,cioe’ la conversazione i rete,non la ormai tradizionale chat,ma un interrotto cinguettare telematico.Risultato?Tempo aggiuntivo davanti al computer.

Il morbo di Ashcroft

Posted in menate, pensieri on March 14, 2007 by Filippo

IL MORBO DI ASHCROFT

Alghero: nel suo studio medico, un dottore ha appena finito di scrivere la ricetta per un suo paziente. Napoli: l’impiegato in una ditta di scarpe sta andando a mangiare in sala mensa. Bologna: uno studente di architettura è stato fermato da un vigile per aver fatto un’inversione a “u”.

Dieci minuti dopo: il paziente che ha avuto la ricetta è ancora nello studio medico, poichè il dottore gli sta mostrando un DVD che parla dell’aereo che ha colpito il Pentagono. L’impiegato di Napoli ha raccolto intorno a sè un gruppetto di colleghi, e gli sta mostrando un volantino sull’11 settembre. Dopo aver preso la multa, lo studente di Bologna si è messo a chiacchierare con il vigile, e gli sta ora raccontando che le Torri Gemelle non sono affatto cadute da sole.

Sono tre persone afflitte dal cosiddetto morbo di Ashcroft. Malattia scoperta di recente, in rapida diffusione, pare mietere vittime soprattutto fra i maschi adulti…

… di età compresa fra i 17 e i 55 anni. Rari i casi oltre i 60, mentre le statistiche cominciano ad indicare diffusione anche fra gli adolescenti. Le donne non sono immuni, ma in loro la malattia si manifesta quasi sempre in forma più blanda.

Nel maschio invece il morbo esplode di colpo, con virulenza insospettata, e senza aver dato nessun sintomo di preavviso. Nel primo stadio, all’udire soltanto le parole “Torri Gemelle”, anche da lontano, il malato viene colto da un irrefrenabile bisogno di avvicinarsi ed inserirsi nella conversazione ad ogni costo.

Frequenti i casi in cui il paziente si avvicina ad un gruppo che stava parlando invece di frittelle, di bretelle, o di caramelle. Egli allora si scusa e torna indietro, poi si ferma un attimo, come a riflettere, infine scuote la testa e si allontana definitivamente dal gruppo.

Spesso il malato viene scoperto dalla moglie che parla col televisore, e cerca di convincere l’annunciatore del TG che quello che va dicendo è una bugia colossale. “Ma come fanno a essere crollate, testa di cazzo! – gli urla inviperito a dieci centimetri dallo schermo – ma lo sai almeno a che temperatura fonde l’acciaio?” E quando la moglie gli dice “vieni a letto caro che è tardi”, lui normalmente risponde “ma come faccio? Ma non le senti le puttanate che sta dicendo questo?”

Le mogli più abili riescono di solito a riportare il marito a letto durante la pausa pubblicitaria. Le altre invece debbono attendere fino alle previsioni meteo o all’estrazione del lotto, per convincere il marito che anche quella sera il commentatore TG non cambierà opinione.

Mentre il primo stadio limita i suoi effetti alla sfera privata, il secondo comincia ad intaccare anche il tessuto sociale. Il malato perde visibilmente colpi rispetto al suo normale ritmo di vita, altera le sue decennali abitudini, ed usa ogni minuto libero per scrivere a tutti i giornali d’Italia, dal Foglio di Castellamare alla Gazzetta della Val Venosta. E quando non scrive, impreca scandalizzato contro i loro direttori, e contro la cecità inaccettabile “della gente” in genere. Fa tardi al lavoro, appare sempre più distratto, si isola psicologicamente e, nel caso in cui ne abbia, inizia a perdere clienti a velocità impressionante.

I tre malati che abbiamo descritto all’inizio sono invece al terzo stadio. Costoro sono considerati non solo irrecuperabili, ma pericolosi per la società stessa, poichè sono diventati “attivi”. Vere e proprie mine vaganti, girano con le tasche imbottite di DVD sui crolli delle Torri, di audiocassette con la voce dei pompieri che parlano di esplosioni, e di ogni altro materiale illustrativo sull’11 Settembre che sia reperibile in Internet. Non si accontentano più della già molte occasioni che il caso gli procura normalmente, e sono perennemente alla ricerca di una vittima su cui infierire senza pietà. Hanno perso ogni ritegno, trascurano i convenevoli ed ogni altra forma di buona educazione, ed aggrediscono la vittima non appena gli rivolga la parola per il motivo più banale. Basta ad esempio che uno gli chieda:

- Mi scusi, che ora è?

E loro rispondono:

- Lei non crederà mica che sia stato bin Laden a buttare giu le Torri, per caso?

- Ma che c’entra, scusi?

- C’entra, c’entra. Lei non lo sa, che TUTTO quello che avviene a partire dall’11 Settembre va fatto risalire agli eventi di quel giorno?

- Sì, sarà anche, ma io volevo solo sapere che ora è…

- Ah, mi scusi, non avevo sentito bene. Dunque, sono … le nove. Le nove e zero-due, per la precisione.

- Grazie.

- Ma lei lo sa che esattamente a quest’ora, quattro anni e tre giorni fa, il secondo aereo si schiantava nella Torre Sud?

- Quale Torre Sud?

- Le Torri Gemelle, no? Manhattan, 11 Settembre…

- Ah, quelle. Macchè aereo, ma cosa dice? – risponde la vittima guardandolo schifato – Guardi che quello era una bomba volante, caro amico, altro che “aereo”! Come minimo quello era un tanker 767, di quelli per il rifornimento in volo, senza finestrini, stracolmo di carburante e di esplosivo, …

- Ma lei come fa a saperlo, scusi?

- Come faccio a saperlo? L’ho letto in Internet! Vada ad informarsi, caro amico, vada ad informarsi, invece di andare in giro a far perdere tempo alla gente.

Dimenticavamo di dire che il morbo di Ashcroft è altamente contagioso. Prima o poi…

Massimo Mazzucco